Ne 1
Avv. Particella atona usata come proclitica (davanti al verbo: p.e. ne vengo) o come enclitica (dopo il verbo: tornarne), anche preceduta da me, te, se ecc. (me ne vado/andarsene) 1 Da lì, da qui, con valore di moto da luogo: è andato in ufficio e ne è uscito poco dopo 2 Con lo stesso sign., ma con valore locativo attenuato, si unisce a verbi che con la costruzione rifl. esprimono un particolare coinvolgimento del sogg. nell'evento: me ne sto tranquillo
Pron. pers. Forma atona del paradigma dei pron. di 3ª m. e f. sing. e pl. (meno freq., di 1ª e 2ª m. e f. sing. e pl.), con riferimento, anche generico, a cose, animali o persone già nominati o che verranno nominati, o con valore neutro, con riferimento a una frase
Analisi grammaticale, etimologia e approfondimento
È usata come proclitica (davanti al verbo, anche con un'altra particella: p.e. me ne sono accorto) o come enclitica (dopo il verbo, anche insieme a un'altra particella, sempre in grafia unita: p.e. p