Lettera D

Derivato

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Agg. 1 Che trae origine, principio da qlco.: parole d. 2 Di grandezza, unità di misura ecc. la cui definizione è ricondotta a quella di grandezze e unità primitive o fondamentali

S.m. 1 Prodotto ottenuto da un altro grazie a una trasformazione chimica: i d. del petrolio 2 gramm. Vocabolo ottenuto da un altro mediante l'aggiunta di affissi o per altri procedimenti di trasformazione

Falsi d., in enigmistica, parole che possono sembrare d. di altre (p.e. mattone rispetto a matto) o forme della stessa parola di genere diverso (p.e. casa rispetto a caso), mentre non hanno nessuna parentela tra loro

Sec. XIV (agg.)

I derivati possono essere ottenuti da sostantivi, aggettivi e verbi (si definiscono rispettivamente denominali, deaggettivali e deverbali) e a loro volta possono appartenere a una di queste categorie. I verbi derivanti da nomi o aggettivi aggiungendo un prefisso, oltre alla desinenza verbale, si chiamano parasintetici. Sono pochi i derivati da avverbi (p.e. addentrare, indietreggiare). Formano una categoria particolare di derivati gli alterati (diminutivi e accrescitivi). Si considerano derivati anche gli avverbi che risultano da un aggettivo più -mente (che rappresenta l'ablativo latino mente) e, in senso lato, i vocaboli con un prefissoide (come autostrada) o un suffissoide (come sociologia), che però più propriamente rientrano tra i composti

Analisi grammaticale, etimologia e approfondimento

[de-ri-và-to] agg. s. [de-ri-và-to] agg. s.

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